martedì 18 marzo 2008

Alcuni magnifici primi del 2008: NICK CAVE & THE BAD SEEDS, THE GUTTER TWINS, THE MAGNIFICENT BROTHERHOOD by P.Wally B.

Vorrei segnalarvi, nella marea di pubblicazioni discografiche dei primi tre mesi del 2008 tre dischi a mio parere per versi diversi imperdibili. In seguito probabilmente seguiranno altri segnali di fumo.
Naturalmente questa premessa é opinabile e per chi legge saranno altre le cose migliori uscite nel primo scorcio di quest'anno.

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DIG!!! LAZARUS DIG !!! é l'ultima fatica di NICK CAVE & THE BAD SEEDS, dopo la bellissima ed evocativa colonna sonora di Cave e Warren Ellis per THE ASSASSIONATION OF JESSE JAMES (by the coward Robert Ford), con la quale i due hanno messo in mostra la loro spaventosa poliedricità artistica!
Che Warren Ellis sia divenuto l'alter-ego di Nick Cave prendendo il posto che fu di Mick Harvey é ormai inequivocabilmente un dato di fatto, lievitato pian piano attraverso gli anni '90 ed i primi del nuovo millennio con albums indimenticabili come The Boatman's Call, No more shall we part, Nocturama ed Abattoir Blues: dalla scarna essenzialità di violino/viola il suo parterre strumentale/chitarristico/tastieristico é divenuto stupefacente nel recente progetto GRINDERMAN, sino a stravolgere i connotati del sound Bad Seeds con inquietanti cromatismi vintage/futuristi.

Questa rimane la novità più rilevante anche di DIG!!! LAZARUS DIG!!!, che vede per l'ennesima volta l'inossidabile australiano nei panni del predicatore sacro/profano ormai maturo sciorinare liriche grevi di ossessioni bibliche (il titolo dell'album é tutto un programma!), paranoie esistenziali ma anche di speranza mai sopita.

Il sound generale dei Bad Seeds e di brani come Albert Goes West, Today's Lesson, Lie Down Here (& be my girl), Midnight man, Moonland, sapidi di accattivanti evoluzioni, é più agile e spigoloso dei barocchismi gospel di Abattoir Blues: il furioso/eclettico side-project Grinderman ha lasciato un impronta profonda. Il Cave più lirico degli anni 90 si ripropone in Jesus of the moon e Hold on to yourself: come non provare gli stessi brividi caldi di allora?
A sorpresa (graditissima) We call upon the author e la lunga farneticante More news from nowhere scompaiono (inconsciamente?) nelle sabbie mobili di un'ipnosi esattamente a metà strada tra Velvet Underground e Joy Division.
Passato e sperimentazione s'incrociano con impareggiabile classe.


Da tempo aspettavamo il lavoro della coppia Greg Dulli-Mark Lanegan, THE GUTTER TWINS. SATURNALIA non delude certo le nostre aspettative, anzi le sublima: in molte occasioni chiari i retaggi grunge. Quasi un monumento al suono dark ed introverso che lo caratterizzò, soprattutto grazie all'egregio lavoro di un team formidabile di collaboratori. Idle Hands, The Stations, All Misery/Flowers, si stagliano possenti con le voci dei due grandi songwriters che si sovrappongono delicatamente (come nella maggior parte delle songs). Rassegnata disperazione e cauta speranza si alternano nella vena compositiva dei due, sino a fondersi come per incanto, come le loro voci, profonda e nera quella di Lanegan, delicata porcellana quella di Dulli.

Diversità sfocianti in preziosi ed impagabili equilibrismi stilistici: magnifico Lanegan nel blues trasfigurato di Who will lead us ? e Seven stories underground, sussurri strappati ad una resa esistenziale quasi incondizionata. Inarrivabile Dulli in Front St., ballata intrisa di acuta nostalgia; I was in love with you, ricca di strings quasi barocchi : ancora rimpianti! Un'opera prima sorprendente per ricchezza cromatica, attanagliante per ispirazione.


Sul versante garage (a me sempre caro) ottimo disco degli esordienti tedeschi THE MAGNIFICENT BROTHERHOOD, segnalatomi dalla cara amica sarda Slania. Dopo il fulminante episodio iniziale Cracker 11 tracce versatili e non ortodosse, a volte dagli accenti jazzy che evitano di cadere nei clichés di un genere spesso un pò angusto e ripetitivo. Il furore di Cracker torna con lo stesso impeto solo in Old Tattoo . Il resto risponde ai dettami di un suono ben controllato, organizzato intorno a mille ricordi sixties: dominato dalle tastiere di Erik Haegert, memori (con sommo piacere delle nostre sinapsi!) di Doors, Question Mark & the Mysterians ed..udite, udite...Stranglers. Ma ad essere evocata é anche la San Francisco dei Quicksilver, attraverso i penetranti vibrati del chitarrista Kiryk Drewinski ed i suoi soli efficaci. Spero la Magnificent Music continui su questa strada regalandoci da Berlino altri gustosi dischi come questo.

http://www.nickcaveandthebadseeds.com/ http://www.mute.com/ http://www.myspace.com/theguttertwins

http://www.themagnificentbrotherhood.de/ http://www.magnificentmusic.de/

PASQUALE 'Wally' BOFFOLI

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