sabato 22 gennaio 2011

KRAUT ROCK/KOSMISCHE MUSIK - GILA: Vapori psichedelici da Stoccarda

Il Gruppo dei Gila si forma intorno al 1969 in quel di Stoccarda, all'inizio la band assume l'aspetto di una comune, cosa tipica del tempo in Germania ma non solo e lavora su films, diapositive poemi e musica ovviamente. Alla fine decidono di dare alle stampe il loro primo disco grazie all'interessamento della Basf e nel 1971 esce il disco omonimo "GILA", detto anche "FREE ELECTRIC SOUND". La prima formazione comprende Conny Veit (vocals & guitar), Daniel Alluno (drums, bongos, tabla), Fritz Scheyhing (organ, Mellotron, percussion, electronics), Walter Wiederkehr (bass).
Il disco è prevalentemente strumentale, dominato dalla chitarra di Conny, ed è uno dei migliori esempi di Space-Rock teutonico, se proprio vogliamo affibbiargli un etichetta; i 6 brani hanno titoli particolare quasi da opera concept: Aggressione, Comunicazione, Collasso, Contatto, Collettività, Individualità, tutti nomi che riflettono probabilmente la "way of life" del gruppo. Il disco originale aveva al suo interno un poster della copertina non proprio bellissima a dire il vero. Con questa identica formazione i Gila registrano poi un altro disco "Night Works" uscito postumo molti anni dopo, addirittura nel 1999, tutti i brani provengono da una session per un "Live Broadcast" del 1972 per una Radio di Colonia. Questo disco, fortunatamente riemerso dall'oblio, è un altra fantastica esplorazione della mente e soprattutto della chitarra di Veit, qui dominatore assoluto, siamo dalle parti dei Pink Floyd del secondo disco di "Ummagumma", quelli di Careful e Set the control tanto per rendere l'idea; ascoltare esempio The Gila Symphony (13 minuti spaziali) un album da riscoprire assolutamente!
Dopo questa prova Conny Veit forse deluso dal disinteresse generale decide di imbarcarsi nell'astronave Popol Vuh, a giudizio di chi scrive il miglior gruppo krautrock di sempre, con loro registrerà "Hosianna Mantra" (1973), "Seligpreisung" (1974). "Agape Agape Love Love" (1983) e "Spirit of Peace" (1985), ma questa è un altra storia.
Conny però sente la necessità di resuscitare la sua splendida creatura ed aiutato proprio dai 2 fantastici strumentisti dei Vuh, Florian Fricke (Mellotron, Grand Piano) e Daniel Fiechelscher (bass, percussion) oltre che dalla splendida Sabine Merbach, registra il secondo capolavoro "Bury My Heart At Wounded Knee" (1973), addirittura su etichetta Warner Bros. Questo favoloso album è un concept basato sul noto Massacro degli Indiani (mai troppo ricordato sottolineo) e musicalmente è un Popol Vuh Album con tutte le composizioni però appannaggio di Conny Veit, sublime come sempre nella solista, qui molto influenzato nel modo di suonare dai Guitar Heroes Californiani, Melton,Garcia e Cipollina su tutti.
Il disco si apre con la splendida This Morning, con la bella voce della Merbach e la fluida acida chitarra del leader, a seguire In A Sacred Manner, meravigliosa con Conny che se la cava bene anche alla voce, poi altri gioielli chiamati Black Kettle's Ballad, Little Smoke e la conclusiva The Buffalo Are Coming, 7'17" incredibili col piano iniziale di Fricke che lascia il posto all'elettrica di Conny, con un bell' intermezzo di flauto ed un pazzesco finale tribalistico. Dopo questa meraviglia sonora, Conny Veit nel 1974 decide di dare fine al progetto GILA nell'indifferenza generale, suonerà ancora con i Guru Guru e nei dischi citati sopra dei Popol Vuh.
GILA: un gruppo che ogni appassionato di KRAUT ROCK dovrebbe conoscere.
Ricardo Martillos

DISCOGRAFIA:
"Free Electric Sound" (1971, BASF)
"Night Works" (1972, pubblicato nel 1999)
"Bury My Heart at Wounded Knee" (1973, W.B.)

The Crack In The Cosmic Egg Light Version

2 commenti:

The musical blogs ha detto...

Visto che di solito nessuno lascia un commenti qui,beh lo faccio io.
Bravo Ricardo a ricordarci di questa formazione tra le più importanti in ambito Krautrock.
Io li ho scoperti qualche tempo fa con il disco omonimo.
I lavori successivi invece non li conosce ma sarà quindi un' occasione per ascoltare altra bella musica.
W il Krautrock !

The musical blogs ha detto...
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