sabato 3 settembre 2011

JOHN FOXX AND THE MATHS: “Interplay” (2011, Metamatic)

Se io sono uno di quelli per i quali i Genesis finiscono con la fuoriuscita di Peter Gabriel, parimenti sono uno di quelli per i quali gli Ultravox finiscono con la dipartita di John Foxx. E lo dico subito per togliermi il pensiero: il Foxx di quel glorioso passato non abita più qui. A dire il vero non abitava neppure in nessuno dei suoi dischi solisti (a mio giudizio neanche nel sopravvalutato "Metamatic") che hanno sempre viaggiato verso una piccola lode senza infamia ma mai verso il capolavoro.

JEFF BRIDGES: "Jeff Bridges" (2011, Blue Note)

Jeff Bridges il noto attore losangelino 61 anni portati splendidamente, ci riprova col suo secondo ed omonimo album a seguire il lontano esordio in chiaroscuro con "Be here soon" datato 2000, dopo il quale sembrava si fosse dimenticato della musica per dedicarsi a tempo pieno ai suoi numerosi impegni nel mondo della celluloide. Non è certo il primo divo di Hollywood a cimentarsi con la musica, oltre a lui è ben noto l'interesse per la musica rock del grande Johnny Depp, anche gli Oasis lo hanno ospitato, mentre tra le femminucce

WILLIAM ELLIOTT WHITMORE : “Field Songs” (2011, Anti)


William Elliott Whitmore, classe 1978, americano nativo di Lee County nell'Iowa, è un bluesman bianco con all'attivo diversi albums: “Field Songs” è per l'esattezza il settimo. Il disco, molto ben illustrato e dalla splendida copertina rurale, si apre con suoni di uccelli e un malinconico banjo ad accompagnare la voce di William, ruvida e partecipe, alle ricerca dell'antico e glorioso sound del Mississippi River.

venerdì 2 settembre 2011

MAYBESHEWILL: “I Was Here for a Moment, Then I Was Gone” (2011, Function Records)

# Consigliato da DISTORSIONI

Secondo numerosi detrattori, il post-rock degli anni duemila è un genere capace solo di riciclare se stesso, alimentandosi in una autoreferenzialità destinata prima o poi a spegnersi. Per molti di loro, il motore creativo si è già fermato da tempo. Ne è prova il numero enorme di nuove band di post-rock che ogni anno ripropongono sempre i medesimi schemi attingendo a canoni codificati più di una quindicina di anni fa.

JESSICA 6: “See the light” (2011 Peacefrog)

Non si esce vivi dagli anni '80, cantavano gli Afterhours. E allora tanto vale ballare! Possiamo farlo con i Jessica 6, collettivo nato da una costola degli Hercules & Love Affair, ovvero la cantante Nomi Ruiz, che prende il nome da un personaggio del film “La fuga di Logan”. I nostalgici di quegli anni allegri e disperati si troveranno subito a loro agio con le tastiere in perfetto stile Moroder di White Horse

giovedì 1 settembre 2011

FIRE! with JIM O'ROURKE “Unrealesed?” (2011 Rune Grammophon/Goodfellas)

# Consigliato da DISTORSIONI

Questo disco sarà uno spasso per i fanzinari americani che amano classificare tutto. Che musica suonano i Fire!? Jazz rock, post rock, avant qualcosa? Lasciamo i fanzinari ai loro “bad trips” e ascoltiamoci il disco, che è un gran disco. È il secondo per i Fire! trio guidato dal sassofonista svedese Mats Gustafsson, dedito anche al piano Rhodes e all'elettronica, con Johan Berthling al basso elettrico e col batterista Andreas Werliin, che insieme alla cantante Mariam Wallentin forma i Wildbirds & Peacedrums.

THE FLAMING LIPS with LIGHTNING BOLT EP (2011, W.B.)

# Consigliato da DISTORSIONI

Nei rapporti spesso c’è una figura che in qualche modo tende a sovrastare l’altra, succede in tutti i campi, anche quando si parla di collaborazioni musicali capita di trovarsi davanti a prodotti a senso unico, dove una band suona e l’altra semplicemente gli sta dietro: devo dire che inizialmente ero molto diffidente sulla natura di questa collaborazione tra i Flaming Lips ed i Lightning Bolt. L’EP è praticamente diviso a metà, il lato A presenta due pezzi della band

SHORT REVIEWS - LA DISTANZA DELLA LUNA: "La Distanza Dalla Luna" (2011, Autoprodotto)

Fra la Suzanne Vega di “Solitude Standing” e le lussureggianti trame lisergiche dei mai troppo lodati Opal. Esili crini legano Denise F. (voce e testi) e Francesco Catoni (composizione, arrangiamenti e programmazione) a pietre miliari dell’allora minimalismo pop colto o a schegge incandescenti dell’allora neo psichedelia. Echi lontani di Carlo Marrale nella sua ultima (degnissima) fase Matia Bazar (Nella distrazione). Ma in questo disco/demo di soli 5 brani il duo fiorentino offre grazia ed eleganza compositiva;

mercoledì 31 agosto 2011

MARC ALMOND & MICHAEL CASHMORE: “Feasting with Panters” (2011, Cherry Red Records)

Si chiama “Feasting With Panters” l’ultimo lavoro di Marc Almond in collaborazione con il compositore e chitarrista Michael Cashmore.
L’album è uscito lo scorso giugno, ma il lavoro di registrazione è andato avanti oltre tre anni con un fitto scambio di files via rete tra Almond, da Londra, e il chitarrista che componeva, registrava e assemblava le tracce nella sua casa di Berlino. Galeotto un libro di poesie di Eric Stenbock regalato a Marc Almond da David Tibet dei Current 93.

GIORGIO CANALI & ROSSOFUOCO: “Rojo” (2011, La Tempesta Dischi)

Questa recensione é una piccola sfida verso me stessa e le mie opinioni, quasi sempre diffidenti verso questo progetto. Per cui, spogliata il più possibile dal pregiudizio, ho cercato di ascoltare le undici tracce di "Rojo" come i bambini imparano l’esperienza del mondo, attraverso l’istintività, per poi tradurla in pensiero più complesso una volta fatta propria. Si comincia con Regola #1, predica da megafono sulla strumentalizzazione operata dai media nel descrivere le realtà della piazza e della

martedì 30 agosto 2011

BASSA FEDELTA' - CHEATER SLICKS: “Our food is chaos” LP + 7” (2011, Almost Ready)

# Consigliatissimo da DISTORSIONI

In breve potremmo così presentare questi tre disadattati provenienti dall’Ohio: Dana Hatch, che con il suo drumming scandisce il tempo in modo stanco e pesante, e se i brani più lenti sembrano trascinarsi, quando si fanno più veloci sono sempre sul punto di inciampare. I fratelli Tom e Dave Shannon che utilizzano le loro chitarre come fossero motoseghe nel contesto di un “Texas

PUNK - ADOLESCENTS: “The Fastest Kid Alive” (2011, Concrete Jungle Records)

# Consigliatissimo da DISTORSIONI

Ero un po’ titubante ed eccitato, devo dire la verita’ quando mi si è prospettata la possibilita’ di ascoltare il nuovo disco di questa “piccola” leggenda californiana. Titubante perche’ come tanti avevo paura che fosse solo l’ennesima prova da reduci del punk rock. Averli visti dal vivo un paio di volte mi induceva a pensare positivamente al nuovo disco, dato che dal palco ti prendono a calci nel culo alla grande tutto il tempo.

lunedì 29 agosto 2011

INTERVISTE - MEAT PUPPETS (1992) + "La storia di due fottute 'bambole di carne' capricciose, i fratelli Curt e Cris Kirkwood"

Myriam Bardino tira fuori dal suo ‘magico’ cassetto, o se preferite dal suo vaso di Pandora, un’altra preziosa intervista, una delle sue tante ‘inedite’ e mai pubblicate, con cui Distorsioni vi terrà avvinti nei prossimi mesi. Si tratta di ‘documenti’ - una conosciuta rivista cartacea specializzata italiana li etichetterebbe ‘Accadde vent’anni fa’ – davvero importanti attraverso i quali si può tastare

domenica 28 agosto 2011

THE SCARS - "UK: Mesmerici Bagliori Post-Punk"

Il periodo punk

"Author!Author!" é (l'unico) album che ha dato notorietà a questo quartetto di Edinburgo formatosi nel 1977, in piena pazzia punk! Il loro primo gig all'Electric Ballroom nel 1978 suscitò interesse sia di pubblico che di critica, ma la cosa non ebbe molto seguito, allora la band eseguiva essenzialmente del punk.

LIVE REPORT: Thin Lizzy, Night Ranger, Foreigner, Journey - 21 giugno 2011, Area PalafieraMilano, Rho

Una giornata torrida accoglie il non certo folto pubblico di amanti dell'AOR (Adult Oriented Rock) e di certe sonorità tipiche dell'hard rock a cavallo tra anni 70 e 80 (un genere in verità poco noto in Italia) che il 21 giugno si riversano a Rho, alle porte di Milano, per assistere a un vero e proprio festival con Thin Lizzy, Night Ranger, Foreigner e Journey, tutte band poco use a solcare i palchi italiani.

LIVE REPORT: Max Gazzè - Marina di Varazze, 23 luglio 2011

Il pontile principale del porto di Varazze (Savona) è stretto e lungo, e accoglie a malapena il piccolo palco destinato a ospitare, nel corso della serata, Max Gazzè. Alle 19 sono ancora pochi i fan che iniziano ad avvicinarsi all'area deputata al concerto, mentre si aggirano, inspiegabilmente e immotivatamente numerosi, gli uomini della security, in rigoroso completo nero. Tutti educati e disponibili nell'offrire consigli e informazioni, sembrano quasi più una sorta di “assistenza clienti” che un servizio d'ordine. Verso le 21.45, con circa un quarto d'ora di ritardo rispetto al previsto, parte la “sigla” del concerto. Il pubblico freme, e non soltanto
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